Il Sannio è Capitale Europea del Vino 2019: lo ha stabilito Recevin (European Network of Wine Cities), durante il concorso che si è tenuto nella cornice del Parlamento dell’Unione Europea a Bruxelles, proprio lo scorso Ottobre.

In particolare, sono state premiate le cittadine di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso, territori appartenenti alla Valle del Calore – dove si coltiva il 40% dell’intera produzione viticola della Campania – alla presenza di eurodeputati, associazioni ed altri ospiti importanti.

Per il 2018 era stata premiata una località del Portogallo, mentre l’Italia si era già distinta come vincitrice nel 2013, con Marsala, e nel 2016, con Conegliano-Valdobbiadene.

Il programma 2019

Il riconoscimento ha attivato, ovviamente, una serie di iniziative che verranno proposte durante il prossimo anno: il calendario sarà ricco di eventi e manifestazioni culturali-enogastronomiche; se ne contano già 120.

I sindaci, ovviamente, sono stati entusiasti: “L’investitura del Sannio rappresenta un significativo riconoscimento dello storico legame della nostra terra con il vino, oltre naturalmente a premiare le sue produzioni di eccellenza, che nascono dai sacrifici di viticoltori appassionati, il cui prezioso lavoro è fondamentale non solo per la produzione di ottimi vini, ma anche per il prezioso ruolo di sentinelle di un territorio di qualità. Il progetto ‘Sannio Falanghina’ mira a rafforzare le attività di sensibilizzazione per la cultura e la tradizione del vino, coinvolgendo le imprese, i cittadini e l’intero territorio in attività di promozione della risorsa vino. E si pone l’obiettivo di preservare le risorse naturali e paesaggistiche attraverso uno sviluppo sostenibile del territorio. (…) Il Sannio è un territorio ricco, con una grande storia che ha lasciato testimonianze importanti, con un patrimonio unico di ricchezze, capace di attirare l’attenzione dei “viaggiatori del territorio”, di quei turisti che intendono il viaggio come occasione di crescita e di arricchimento delle proprie conoscenze, della propria cultura. Dobbiamo essere bravi non solo a far conoscere queste ricchezze, dobbiamo aprire le porte del nostro territorio, coccolare i visitatori, facendoli sentire accolti in una comunità che vuole comunicare loro i propri valori, la propria cultura, il proprio stile di vita. Operando in questo il 2019 potrà rappresentare un anno di svolta per il nostro territorio, per il suo sviluppo anche in termini turistici” hanno riferito congiuntamente.

Insomma, non solo un titolo meritato e letteralmente “coltivato”, ma anche che fa da trampolino per un rilancio di territori che hanno, da secoli, tantissimo da dare a chi vuole visitarli e viverli.