Non è gourmet, non sempre è instagrammabile e si prepara con ingredienti facilmente reperibili in ogni supermercato della penisola: la pasta al pomodoro, il piatto “più scontato” d’Italia, è in realtà simbolo della sua tradizione, della sua gastronomia, del suo viaggio millenario attraverso la storia ed è quello che rimane impresso nel palato e nel cuore degli italiani, più di ogni altro.

È il risultato di uno studio condotto da AIDEPI, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, e commissionato alla Doxa (azienda italiana di ricerche di mercato); un dato che, in fondo, non sorprende troppo visto il ruolo-icona di questo piatto anche all’estero, per identificare la cultura culinaria nostrana.

I dati

Ovviamente, le preparazioni sono tantissime e tutte differenti: si passa dall’utilizzo di diverse varietà di pomodoro e pomodorini all’aggiunta di spezie, erbe aromatiche o prodotti caseari, continuando con piatti freddi ed estivi o prettamente invernali, passando anche per cotture tradizionalmente lunghe, come quella prevista dal ragù.

È proprio sulla base di queste diverse pietanze che il parere degli italiani si è diviso; nonostante, per un over 65 su due, sia proprio la pasta al pomodoro in generale a farla da padrone nel suo cuore:

  • al Nord esce trionfante il ragù;
  • al Sud spopola, invece, il pomodoro, soprattutto a crudo – d’altro canto si tratta, in maggioranza, di località marittime – e condito da basilico fresco, aromatico e profumato.

Ma come si relaziona a questo piatto, invece, la nuova guardia?
Chi appartiene ad una fascia di età compresa tra i 25 e i 40 anni preferisce sapori più forti e preparazioni più articolate, come la lasagna: sempre pasta al pomodoro, certo, ma di gran lunga più gustosa!

Andando più a fondo, si è scoperto che, oltre che al palato, in effetti queste preferenze sono legate anche ad una ripercussione psicologica: pasta è sinonimo di famiglia, di focolare casalingo, di affetti primari, per cui la maggioranza degli intervistati (il 73%) identifica in questo piatto la propria quotidianità, soprattutto quella vissuta da bambini; allo stesso modo, il 16% pensa al pranzo domenicale e, molto romanticamente, 8 italiani su 10 associano il primo ricordo di questa pietanza ai propri genitori o ai nonni. Si capisce, quindi, quanto tutto questo riesca ad influenzare anche i 5 sensi, connessi a doppio filo alle nostre emozioni: un profumo, un sapore, un gusto sono capaci di trasportarci con la mente, all’istante, in un altro tempo e in un altro luogo!

Il parere degli esperti

Dai risultati dello studio, si intuisce quanto sia fondamentale, per gli italiani, mantenere in tavola un posto principe per un bel piatto di pasta al pomodoro. Ma che ruolo hanno i carboidrati nella nostra dieta e, soprattutto, nel nostro ricambio energetico e metabolico?
Secondo i ricercatori della Tufts University del Massachussets, una dieta ricca di carboidrati non solo non penalizza eccessivamente il peso, come verrebbe facile da pensare, ma influisce positivamente su memoria e concentrazione: due qualità che se “tenute in forma”, sanno rendersi indispensabili sul lavoro quanto nel quotidiano, aiutando anche a combattere l’invecchiamento.

Energia per le cellule nervose, insomma, significa carburante per il cervello… e anche per un po’ di sana serotonina che aiuta l’umore e la sensazione di benessere.