Vinitaly (il Salone Internazionale del vino e dei distillati di Verona) e Nomisma Wine Monitor (l’Osservatorio di Nomisma sul mercato del vino dedicato alle aziende) hanno unito le forze per condurre uno studio sulla provenienza dei vini maggiormente importati negli USA: stando ai dati, elaborati su base doganale, l’Italia ha battuto la Francia di diversi punti percentuali (+3,8% contro il +3,4%), con una differenza identificata da ben 16 milioni di euro!

Insomma, sembra proprio che in America il vino del cuore sia quello Made in Italy!

Le testimonianze

La Gazzetta di Salerno, questo aprile, ha raccolto diverse testimonianze durante la IX edizione di VinArte, la manifestazione enoculturale promossa dall’associazione Salerno Attiva – Activa Civitas.

L’enologo Raffaele Inglese dell’azienda vinicola “Antico Borgo” di Taurasi (Avellino), ad esempio, ha riferito: “In Italia abbiamo una grande diversità di prodotti e, soprattutto in Campania, tanti vitigni autoctoni. Abbiamo una tipicità di vini particolari come l’Aglianico, il Fiano e il Greco Di Tufo in provincia di Avellino che sono marchi DOC riconosciuti in tutto il mondo. I francesi hanno pochi vitigni: si diversificano solo sulla lavorazione e sulla commercializzazione“.

Anche il dottor Leopoldo Annichiarico, dell’Azienda Agricola “Feudi di Castel Mozzo” di Santa Paolina (Avellino), il cui Greco Di Tufo è stato premiato come il migliore dell’edizione, ha detto la sua: “Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza dei francesi unendola alla nostra e, grazie alle diverse tipologie di terreno dove coltiviamo i nostri vitigni, riusciamo ad offrire dei vini con bassi contenuti di solfiti“.

Ancora, secondo l’Azienda Vitivinicola Lenza, identificata da Guido Lenza: “La nostra quantità di produzione, rispetto a quella francese, è più alta. Loro sono più bravi nella commercializzazione. Riescono a vende minori quantità di vino a prezzi più alti“.

Un’osservazione acuta e secca, invece, è arrivata dall’Azienda agricola ” Tenuta Cobellis” di Vallo Della Lucania, impersonata dal responsabile delle vendite, Luigi Busiello: “L’enologia è nata in Campania con i Greci“.

Infine, vale la pena citare anche la lettura della sommelier salernitana Elena Barretta, che ha spiegato come i vini nostrani siano “più facili da bere” rispetto a quelli francesi, risultando dotati di più appeal, più “diretti” e, soprattutto, perché lavorati diversamente, sia in vigna che in cantina.

Insomma, un successo da festeggiare e da cui trarre importanti insegnamenti per il futuro!