Il Prosecco come la pizza è una delle icone del Made in Italy nel mondo, un lusso democratico accessibile a tutti, anche ogni giorno” ha detto il presidente del Consorzio ProseccoStefano Zanette.

Proprio sulla base di questo pensiero è nata un’iniziativa tutta nostrana, ma rivolta all’estero, che ha riunito il Nord ed il Sud verso un unico obiettivo: “sdoganare – a stessa detta del Consorzio – una nuova consapevolezza tra gli amanti della pizza“, per sfatare il mito che questa pietanza, divenuta, ormai, di appannaggio mondiale, sia abbinabile soltanto con la birra.

Perché, dunque, non realizzare una Carta dei Prosecco, esattamente sullo stile di quella per i vini?

I testimonial

Il progetto è scaturito da una riflessione piuttosto semplice: oggi, tutti sono, bene o male, in grado di riconoscere le differenze tra una pizza Made in Italy ed una cucinata secondo altri stili o, per esempio, rispetto ad una focaccia; sul prosecco, invece, non c’è ancora, perlomeno all’estero, sufficiente informazione anche riguardo le diverse tipologie esistenti.

Sono stati due i testimonial che hanno deciso di aderirvi, unendo le forze ed anche i “poli” dello stivale: Guglielmo Vuolo, dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, e Denis Lovatel della pizzeria Da Ezio di Alano di Piave (Belluno); Sud e Nord, tradizione ed innovazione fusi e diretti verso un’unica meta.

Le tipologie di Prosecco

Andiamo per gradi.

Innanzitutto, c’è da ricordare che il prosecco è il vino italiano più esportato: nel 2014 ha superato, addirittura, lo Champagne per bottiglie vendute nel mondo.

Si tratta, come molti sapranno, di vino bianco (di colore giallo paglierino e dal sapore fresco) a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia: il suo grande successo è arrivato negli anni ’90, quando è diventato IGT (Indicazione Geografica Tipica) e, in tempi più moderni (2009), quando è evoluto a Denominazione di Origine Controllata (DOC).

La qualità, quindi, è andata in crescendo.

Le tipologie tradizionali riconosciute sono tre.

  1. Prosecco “tranquillo”, con un titolo alcolometrico minimo di 10,50% vol.
  2. Prosecco spumante, con un minimo di 11,00% vol. in varietà:
    brut, con meno di 12 grammi di zucchero per litro, dal sapore pieno, leggermente acidulo e lievemente fruttato;
    extra-dry, con residuo zuccherino che varia tra i 12 e i 17 grammi per litro, dal sapore più morbido;
    dry, con un residuo di zucchero tra i 17 e i 32 grammi per litro.
  3. Prosecco frizzante, con un minimo di 9% vol.

Quest’estate, il progetto è andato in tour per diffondere la neo-carta del Prosecco, partendo da New York, dove si è tenuto il Fancy Food Show.

L’idea è stata proprio quella di accompagnare i partecipanti ad un’esperienza di gusto, proponendo pizze gourmet e dagli ingredienti ricercati abbinate, in maniera impeccabile, al prosecco giusto ad ogni morso!