Napoli è una città che quasi potrebbe identificarsi nella sua tradizione culinaria ed il periodo natalizio ne è una prova!

La tavola si imbandisce a festa e si riempie di pietanze squisite, pensate per tutti: grandi, piccini, persino vegani e vegetariani!

Ma quali sono i piatti tipici a cui è rigorosamente vietato rinunciare?

Il menù della Vigilia

Chiunque abbia trascorso, almeno una volta nella vita, le festività natalizie a Napoli, sicuramente avrà assaggiato quel trionfo di sapori infinito che offre la pizza di scarole: un tortino fatto di ingredienti semplici ed economici dal gusto incredibile che sa conquistare tutti!

Farcito con scarole cucinate insieme a olive e/o uvetta, capperi e pinoli, è l’antipasto per eccellenza nel giorno della Vigilia e, qualche volta, lo si può trovare accompagnata da insalata di polpo o alici e salmone marinati.

Immancabili, poi, sono ‘e vruoccole, i broccoli in padella conditi con aglio, olio e peperoncino oppure proposti semplicemente lessati, con olio e limone. Il primo piatto è rigorosamente a base di crostacei, con i tipici spaghetti alle vongole, all’astice o agli scampi, cucinati in bianco o col pomodorino e ravvivati da qualche foglia di prezzemolo profumato.

Anche il secondo porta i sapori del mare: a Napoli, i pescivendoli restano aperti per tutta la notte in questo periodo (in genere, tra il 22 ed il 24 Dicembre) ed i partenopei sono soliti fare spese notturne per portare a casa cibi freschi e genuini. Tra spigola al forno o all’acqua pazza, orate, frittura di gamberi, calamari e merluzzo (immancabili baccalà e capitone), la città si riempie di quell’odore inconfondibile che invade le strade, partendo da ogni singola finestra; atmosfera natalizia partenopea è anche questo!

Altro must è l’insalata di rinforzo (a volte sostituita con quella russa che ha pressoché gli stessi ingredienti), preparata con cavolo bollito (in genere condito con acciughe salate, ma non è di gradimento per tutti), olive verdi e nere, papaccelle (quei peperoni rossi e verdi, in genere estremamente piccanti) e “giardiniera” sottaceto.

Prima di arrivare ai dolci della tradizione, si passa per frutta secca e candita; alla fine, è il momento preferito di tutti, tra struffoli, roccocò, susamielli, mustacciuoli, raffiuoli e, ovviamente, pandoro e panettone a volontà!

Il menù natalizio

Con la pancia ancora tonda e piena dal giorno prima, a Natale non si lesina certo sul menù, anzi!

Sebbene molte pietanze (soprattutto i dolci) siano condivise con la Vigilia, infatti, ci sono, anche in questa occasione, delle portate indicate dalla tradizione. Tra queste la minestra maritata (preparata con carne e verdure), i tortellini in brodo di gallina oppure altri primi come lasagne, sartù di riso e pasta al forno.

Insomma, con l’abbondanza che caratterizza queste giornate, sarà meglio andare leggeri, poi, fino al giorno di Capodanno che offrirà nuove sfide per il palato!